Ateliers Ouverts, trasparenza in arte

Ateliers ouverts, trasparenza in arte

Conoscere gli spazi entro il quale l’artista si muove e lavora. Avere l’opportunità di entrare nei sui atelier, respirandone l’aria intrisa degli odori delle polveri colorate, delle tele e dei materiali di cui fa uso. Fermarsi davanti alla finestra e osservare ciò che lui vede, mentre le sue mani lavorano la creta o intingono i pennelli nel colore, concretizzando in immagini e forme ciò che la sua mente ha sognato ed elaborato. E, infine, poter dialogare con l’artista stesso, interrogandolo sul suo trascorso, sulle sue mirabolanti esperienze, sui suoi viaggi, sui personaggi incontrati nel suo cammino. Apprezzarne la personalità, assaporarne il carisma e, almeno in parte, carpirne i segreti dell’anima.

Il maestro Antonio Nocera, aprendo le porte dei suoi atelier, offre tutto questo ai suoi ospiti. Ateliers Ouverts si chiama, infatti, questo progetto, che vede impegnato l’artista di ritorno in Italia, dopo aver girovagato per tanti anni in tutta l’Europa.”Ho vissuto sempre come un viaggiatore – sostiene il maestro Nocera –, sentendo irrefrenabile la volontà di non mettere radici in nessun luogo, pur amandone molti, per la loro atmosfera e la loro bellezza. In primo luogo Caivano, dove sono nato, poi Parma, dove ho vissuto diversi anni, e Napoli, che avevo lasciato molto tempo fa, facendovi ritorno solo periodicamente, come per prendere aria e ritemprare lo spirito, prima di immergermi nuovamente nell’appassionante fatica dei miei viaggi. Ho conosciuto posti e persone straordinarie, ho fatto esperienze che mi hanno aiutato a crescere come uomo e come artista, offrendomi occasioni di confronto e motivi d’ispirazione che hanno avuto grande riflesso sulla mia vita e sul mio lavoro. Ma poi, di tanto in tanto, dovevo tornare a casa, nella mia terra, per tuffarmi nell’aura di una città come Napoli che, con la sua magia, ti sorprende ogni volta, ti rapisce al punto di incantarti, facendoti dimenticare ogni cosa, come se niente avesse un senso se non le sue strade, i suoi palazzi, le sue voci, il suo mare. Quando questo accadeva, veniva per me il momento di allontanarmi di nuovo, quasi spaventato dall’idea che la sua bellezza, unica e straordinaria, potesse in qualche modo incantarmi, come le Sirene di Ulisse, e imprigionarmi per sempre. Sono stato un giramondo, e questo mi sento tuttora fin nel profondo dell’anima, ma, con la maturità, sento finalmente il bisogno di fermarmi un po’ più a lungo, e lo faccio con l’intenzione di attuare il progetto Ateliers Ouverts che in realtà per me nuovo non è. Infatti, l’avevo già proposto nel lontano 1997 a Parigi, al 20 di Rue des Canettes a Saint Germain des Prés. In seguito, a Venezia, presentando I Libri d’acqua presso il Monastero San Nicolò al Lido, in occasione della 55ma Biennale Internazionale d’Arte, avevo dato seguito al primo atelier ouvert veneziano, in cui il pubblico presente, con il quale mi relazionavo direttamente, poteva osservarmi all’opera e pormi liberamente delle domande. L’esperienza riscosse molto successo e fu piuttosto stimolante anche per me. Per questo, oggi, mi trovo a condividere in pieno le parole pronunciate dal Presidente della 57ma Biennale d’Arte, Paolo Baratta, che sostiene che questo grande evento debba qualificarsi “come luogo che ha come metodo, e quasi come ragion d’essere, il libero dialogo tra gli artisti e tra questi e il pubblico”.

Antonio Nocera, dunque, con l’intento di avvicinare alla sua arte pubblico, collezionisti e addetti ai lavori, tracciando con loro un filo diretto, si prepara ad aprire le porte dei suoi studi a Caivano, Napoli e Venezia. In quest’ultima città, poi, vi saranno ben due ateliers ouverts pronti ad accogliere quanti lo desiderino, uno presso Fondamenta San Biagio al n. 782, che sarà presto inaugurato, e l’altro presso l’ex convento dei SS. Cosma e Damiano, nel quale è stata realizzata la carta dei suoi famosi “Libri d’Acqua” e “Pinocchio” con il collaboratore Fernando Masone.


disegnato con da Michele Visconti